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Fuga di massa, organici ridotti di 245 docenti
Fuga dalla scuola. Nei prossimi dieci anni 30 docenti su 100 diranno addio alla
loro cattedra per il pensionamento. Uno svuotamento dei ranghi che porterà gli
organici a passare da 698 mila a 440 mila. Una contrazione epocale, che è la
diretta conseguenza delle politiche di contenimento della spesa e di blocco del
turn-over perseguite negli ultimi dieci anni. Le stime sono fatte dal ministero
dell'istruzione, nel rapporto “La scuola in cifre”. Stime al ribasso, che non
tengono conto degli effetti della riforma delle pensioni approvata nel 2004, che
potrebbe portare, dice il ministero guidato da Letizia Moratti, “a
un'accelerazione delle uscite negli anni precedenti la sua entrata in vigore”.
Nel 2004/05 i pensionamenti hanno riguardato 16 mila insegnanti, un dato
destinato a crescere vista l'età media di 48 anni dei docenti in servizio. I
calcoli parlano di un incremento delle cessazioni di 2 mila unità l'anno, fino
ad arrivare nell'anno 2014 a 34 mila uscite. Complessivamente, in dieci anni
dovrebbero lasciare la scuola almeno 245 mila insegnanti, di cui l'8,6% della
scuola dell'infanzia e il 30% rispettivamente delle medie e delle superiori.
Un'occasione per alleggerire i bilanci dello stato: ogni anno si pagano, per i
soli stipendi, quasi 36 miliardi di euro, una manovra finanziaria.
È infatti probabile che i docenti in uscita saranno solo in minima parte
sostituiti, viste le strette inferte da tempo sulla spesa pubblica e in
particolare sul personale dipendente. E visto l'obiettivo che i vari ministri
dell'istruzione si sono prefissati negli ultimi anni di riportare il rapporto
docenti/alunni alle medie europee.
Tant'è che, a fronte di 107 mila docenti con contratti di supplenza nel 2004/05,
le cifre sono certificate dal ministero dell'istruzione, il governo ha
autorizzato quest'anno l'immissione in ruolo di 35 mila nuovi insegnanti.
Il taglio ai posti fissi parte da lontano: dal 1995, quando la consistenza dei
docenti di ruolo è cominciata a scemare, fino a registrare una contrazione del
2%. Può sembrare poco, ma non lo è alla luce della tipologia di insegnanti: i
docenti di ruolo infatti hanno subito un taglio quasi del 10%, a fronte dei
supplenti che sono saliti da 53 mila a 107 mila, arrivando a costituire oltre il
13% del corpo docente. Il boom di contrazione dei posti fissi è particolarmente
marcato nella scuola media con oltre il 21% di cattedre in meno. Ancora troppe,
comunque, le cattedre, giacché il numero di studenti per insegnante è passato
solo da 10/1 a 11/1. Lontane le medie europee: l'Italia resta ancora oggi il
paese con il rapporto più basso. Il Regno Unito, per esempio, ha un insegnante
ogni 20 alunni, 16 ne conta la Germania, 14 la Finlandia e la Francia. Insomma,
i margini per ridurre l'organico di diritto restano ancora ampi.
22 agosto 2005
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