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In Piemonte è polemica sul buono-scuola
di Reginaldo Palermo
La Giunta regionale propone una modifica alla procedente legge sul
buono-scuola, ma i sindacati protestano. "Ci vuole più discontinuità con il
passato" sostiene il segretario regionale di Cgil-Flc
L’anno scolastico non è ancora iniziato ma in Piemonte è già polemica: la Giunta
regionale di centro-sinistra che succede a due legislature di centro-destra ha
deciso di rivedere la legge sul buono-scuola.
La soluzione è il risultato di un compromesso fra le diverse "anime" del Governo
piemontese formato da uno schieramento di forze che va dalla Margherita a
Rifondazione Comunista e tenuto insieme dalla presidente diessina Mercedes
Bresso.
Ad aprire le ostilità ci ha pensato la CUB Scuola che per bocca del coordinatore
nazionale Cosimo Scarinzi definisce "inaccettabile" la decisione della Giunta di
Mercedes Bresso di "emendare in misura marginale" la precedente legge del
centro-destra.
Ma a dare man forte al sindacato di base e al movimento interviene anche
Cgil-Flc il cui segretario regionale Alberto Artioli, da noi espressamente
sentito, parla senza mezzi termini di "pressochè totale mancanza di
discontinuità rispetto al passato" e aggiunge: "Prendiamo atto che la proposta
della Giunta rappresenta un accordo raggiunto fra tutte le forze del governo
regionale, ma francamente ci saremmo aspettati qualcosa di più"
E cioè cosa ?
"L’inserimento nel regolamento di un meccanismo che consenta di erogare il buono
anche a chi frequenta la scuola pubblica" spiega Artioli.
Ma l’assessore regionale Giovanna Pentenero è chiara: "Abbiamo fatto il
possibile, per esempio abbiamo aumentato di 5milioni di euro la dotazione
finanziaria della legge sul diritto allo studio e di circa un milione quella che
consente di erogare contributi per gli alunni handicappati e per i trasporti".
"Inoltre – aggiunge Pentenero – abbiamo deciso di ridurre da subito il tetto di
reddito al di sotto del quale le famiglie possono ottenere il contributo: si
passa da 30 a 25mila euro".
Ma CgilScuola dice che tutto questo non basta…
"Posso capire – replica l’assessore - ma i tempi sono molto ristretti, l’anno
scolastico è alle porte; comunque va detto che l’accordo prevede un impegno ben
preciso: rivedere tutta la normativa regionale sull’istruzione per arrivare alla
stesura e alla approvazione di un vero e proprio testo unico sulla scuola".
E sembra che sia stato proprio questo impegno della Presidente Bresso a
convincere l'intera maggioranza a sottoscrivere un accordo che, implicitamente,
dà per scontato che sulla legge n. 62 sulla parità scolastica ("approvata con
Berlinguer Ministro", ricorda Pentenero) non ci saranno ripensamenti.
E sembra che sia stato proprio questo impegno della Presidente Bresso a
convincere l'intera maggioranza a sottoscrivere un accordo che, implicitamente,
dà per scontato che sulla legge n. 62 sulla parità scolastica (, ricorda
Pentenero) non ci saranno ripensamenti.
22 agosto 2005 |