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Scuole occupate in Campania
Assemblee e occupazioni, dilaga la protesta
Assemblee, occupazioni simboliche, agitazioni. Non accenna a fermarsi la
protesta degli studenti. Anzi, da quando sono stati approvati i due decreti
legge della Moratti sulla riforma del secondo ciclo, si sentono defraudati di un
loro diritto, quello allo studio in una scuola che non sia «classista». Dopo le
agitazioni di venerdì anche ieri mattina in molte scuole di Napoli e provincia
non ci sono state lezioni. Alcuni istituti sono stati occupati simbolicamente
come il liceo classico Vittorio Emanuele, il Garibaldi, il Villari, l’Itis Gadda,
in altri si sono svolte assemblee straordinarie come al Vico, al Pagano, al
Casanova, all’Umberto, al liceo socio-psico-pedagogico Campanella, allo
Scientifico Cuoco, all’Istituto d’arte Boccioni, all’Ipsct De Sanctis, all’Itc
Diaz, e agli Itis Da Vinci, Alessandro Volta ed Enrico Fermi.
In altre scuole, infine, come al liceo Mercalli, dopo l’assemblea sono stati
organizzati gruppi di lavoro per discutere sulla riforma Moratti. Ma, non solo,
ieri pomeriggio, proprio mentre presso la Facoltà di Ingegneria avevano luogo
gli Stati generali della scuola organizzati dall’assessore Corrado Gabriele, al
liceo classico Genovesi si sono riuniti i collettivi di molti istituti
napoletani per definire la strategie da adottare nei prossimi giorni. La
mobilitazione studentesca potrebbe sfociare in una protesta di piazza: cortei
per «difendere la scuola pubblica». «La riforma della scuola - dice Martina
Lombardi, del Vittorio Emanuele e rappresentante della Rete Campana Studenti in
movimento - è stata portata avanti senza consultare gli studenti che non sono
mai considerati attori del proprio percorso di apprendimento, in grado di
compiere scelte autonome». «Il nostro - aggiunge Andrea Ruben, III C al liceo
Genovesi - è un dissenso nei confronti di chi vuole dividere l’istruzione
liceale, nelle mani dello Stato, e la formazione professionale, nelle mani delle
Regioni. Contro chi costringe un ragazzo di 13 anni a dover scegliere se
accedere all’istruzione liceale o scegliere un’istruzione professionale
dequalificata».
19 ottobre 2005 |