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Prodi contesta la Riforma Moratti ma annuncia che non
la abrogherà
"Non voglio distruggere. Quello che si
salva si salva"
Sconcerto e rassegnazione nel mondo nella
scuola per le dichiarazioni del Professore
di Vincenzo Brancatisano
Non si facciano illusioni i docenti, Prodi non abrogherà la Riforma Moratti.
Stanno creando disappunto nel mondo della scuola le dichiarazioni di Romano
Prodi rilasciate l'altra sera a Modena. Con una risposta prevedibilmentre
arzigogolata, il Professore, dopo avere sparato a zero contro due o tre aspetti
della Riforma Moratti, ha spiazzato l'intervistatrice con una brusca frenata.
Quando il direttore di Teleradiocittà Roberta Vandini gli ha chiesto se la
Riforma Moratti sarebbe a questo punto (e di conseguenza a quanto detto) la
prima a cadere in caso di vittoria del centrosinistra, il candidato ha risposto:
"Decada tutta o no, io non ho l'idea di distruggere. Gli aspetti che si salvano,
si salvano. Gli altri li tiriamo via". E' il tipo di risposta che centinaia di
migliaia di docenti temono dal centrosinistra, ma scatta lo stesso un applauso
in sala, e non se ne parla più, si passa ad altro. Ad esempio agli aiuti
economici che il nuovo governo darà agli studenti che si iscriveranno a
Ingegneria ("non mi vergogno di dirlo") e alla Riforma Costituzionale. Quella
sì, si deve abrogare totalmente e non c'è neppure il rischio che ciò non
avvenga, assicura Prodi, visto che il referendum costituzionale non richiede un
quorum per la propria validità. Dunque, quando Prodi vuole essere chiaro la sa
essere. Di conseguenza, se non usa analoga nettezza verso la Riforma Moratti,
vuol dire che le intenzioni sono ben diverse, analoghe a quelle della
Margherita, che non vuole abrogare la riforma. Solo parlar male, non abrogare e
i docenti che da mesi si dicono sicuri che il centrosinistra abrogherà la legge
Moratti non dovrebbero farsi tante illusioni. La Riforma sarà solo limata in
opposizione all'ala abrogazionista che si sta coalizzando a sinistra con
comitati promotori per l'eliminazione della normativa. Ma i docenti (un
elettorato determinante) chiedono: Quali aspetti si salvano? Quali invece
saranno aboliti? Il portfolio rimarrà? Saranno resuscitate le materie importanti
appena abolite? E l'alternanza scuola-lavoro? L'entrata a gamba tesa nelle
scuole da parte degli enti di formazione? L'obbligo scolastico? La devoluzione
alle Regioni della futura istruzione professionale? La divisione della scuola in
licei e scuole professionali? E il nuovo sistema di reclutamento degli
insegnanti? Il ruolo delle lingue? Il tempo pieno e prolungato? La valutazione
Invalsi? Le competenze dei dirigenti? E tutto il resto? "Perché Prodi non parla
chiaro?", si stanno chiedendo docenti di tutta Italia, che dicono di avere il
diritto di sapere prima del voto le sue reali intenzioni. E tra i precari della
scuola torna l'incubo della legge sul contestato superpunteggio della montagna.
Contestato dalla sinistra sui giornali, ma approvato insieme alla destra in
Parlamento.
Su
www.vincenzobrancatisano.it
19 dicembre 2005 |