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Così la Toscana con la delibera di ieri ha
messo la parola fine al dibattito sulla possibilità di applicare la riforma
Moratti per le superiori dal prossimo anno scolastico: il decreto legislativo
che sancisce la divisione fra licei e istituti professionali, ricomprendendo gli
istituti tecnici nell´apparato della formazione liceale e orientando il resto
dell´istruzione secondaria alla formazione professionalizzante, quella che
indirizza subito al mercato del lavoro, in Toscana non passa. La Regione insomma
dice no - e lo fa con una delibera e una circolare che spiegano tutti i motivi -
al ministro dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca, Letizia Moratti,
che con una lettera del 30 giugno 2005 invitava a promuovere già dal prossimo
settembre progetti per la sperimentazione dei nuovi percorsi del secondo ciclo e
aveva messo in crisi studenti e famiglie alle prese con la scelta delle
superiori. Per la giunta toscana è impossibile riaprire le procedure di
programmazione scolastica, quindi varare la sperimentazione sia per motivi
tecnici, i vincoli di tempo e di procedure stabiliti dalle leggi regionali, sia
per un´opposizione mai celata ai contenuti della riforma delle superiori portata
avanti dal ministro Moratti. La delibera parla chiaro: mettere mano adesso alla
variazione di offerta di istruzione prevista per il prossimo anno è inopportuno,
significherebbe avviare processi di revisione che si chiuderebbero solo ad anno
scolastico abbondantemente iniziato.
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