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Napoli: mancano all'appello i prof di sostegno
di ANNA MARIA ASPRONE
Sono stati proprio i genitori dei bambini portatori di handicap ad avere l'idea
di portare una gabbia «simbolo della condizione d'isolamento degli alunni
diversamente abili nella scuola» in cui verrà posta la simulazione di un bambino
disabile.
Ci saranno le autorità, politiche e scolastiche. Alla cerimonia per
l'inaugurazione dell'anno didattico, che si svolgerà domani alle 9,30 al Maschio
Angioino, ci saranno naturalmente anche tanti genitori e scolari.
E tra tanti ragazzi ci saranno anche loro. Solo che saranno in gabbia. Sono
stati proprio i genitori dei bambini portatori di handicap ad avere l'idea di
portare una gabbia «simbolo della condizione d'isolamento degli alunni
diversamente abili nella scuola» in cui verrà posta la simulazione di un bambino
disabile. La loro presenza nei giardini antistanti il Maschio Angioino sarà
pesante, difficile, provocatoria. Alla cerimonia, infatti, ci saranno il sindaco
Iervolino, il presidente del Consiglio Comunale Squame, l'assessore
all'Istruzione Porta e il direttore scolastico regionale Bottino. Un contesto
ideale, per il Coordinamento Genitori «Tutti a Scuola» per parlare di
integrazione scolastica per alunni disabili. «Il coordinamento - spiega Toni
Nocchetti, uno dei responsabili dell'associazione - è nato in risposta al
bisogno di bambini disabili di essere considerati, nella scuola, non come
elemento da sopportare o "qualcosa" da includere necessariamente, ma solo
bambini come gli altri, con i relativi bisogni di affettività e la necessità di
relazionarsi con gli altri. Sosteniamo il bisogno vitale di ogni bambino di
vivere e crescere insieme agli altri». Sotto tiro la politica del ministero
dell'Istruzione che, spiega Nocchetti «a fronte di un aumento dei bambini
disabili in Italia, a Napoli e in regione del 5%, risponde con una riduzione
delle ore di sostegno specializzato. I nostri dati - aggiunge - rendono il
rapporto insegnante di sostegno/bambino vicino ai minimi storici. Si calcola che
per ogni bambino nella scuola primaria il massimo di ore di sostengo è di circa
10 a fronte di un orario di frequenza scolastica di circa 30 ore». Il prossimo
mese ci sarà una manifestazione nazionale a Roma e, in quell'occasione, la
gabbia sarà consegnata alla Moratti. Tra i tanti temi affrontati dal
Coordinamento c'è quello dell'abbattimento delle barriere architettoniche, di
competenza del Comune. «Il bambino - conclude Nocchetti - per essere integrato
nella scuola, deve poter accedere all'edificio scolastico. Ma il problema delle
barriere, purtroppo è un disagio che molte scuole oggi hanno ancora». Parlare di
alunni disabili significa parlare anche di insegnanti di sostegno. «Se volessimo
rispettare, applicandolo anche a Napoli, il rapporto esistente sul piano
nazionale tra alunni disabili e docenti di sostegno - dice Luigi Bifulco,
segretario generale Cisl Scuola di Napoli - dovrebbero essere assunti altri 800
insegnanti, da assegnare solo all'educazione e all'integrazione di alunni
disabili. In Italia la percentuale è di un docente ogni 1,7 studenti. A Napoli e
provincia è la più bassa del Paese, e va oltre l'indice 2. Come si fa con un
solo insegnante ogni 2 bambini, quando ne servirebbe uno per ogni alunno?
Occorrerebbero almeno 350 cattedre aggiuntive». «È incredibile - commenta a sua
volta Franco Buccino, segretario provinciale Cgil scuola - per fare economie,
nella scuola si colpiscono i più deboli. Invece di aumentare diminuiscono le ore
di sostegno per l'integrazione. Le deroghe per i posti di sostegno, da un paio
d'anni, non sono affidate più alle scuole, che conoscono le esigenze di ragazzi
e classi, ma all'amministrazione scolastica, che si muove nella logica di un
budget assegnato. Con la scusa che dell'handicappato devono interessarsi tutti i
docenti, dimezza i posti di sostegno richiesti».
Polemica anche la Gilda. «Non vorrei parlare di
integrazione scolastica e posti di sostegno in deroga in rapporto
all'occupazione dei docenti, da sindacalista - spiega
Libero Tassella, coordinatore regionale
Gilda - I tagli degli organici di fatto dei posti di sostegno stanno vanificando
un diritto, quello dell'integrazione scolastica degli studenti disabili. È
gravissimo: in questo modo si nega agli alunni diversamente abili il diritto
allo studio».
15 settembre 2005 |