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Studenti male in storia: per 1 su 3 la bomba su
Hiroshima aprì la guerra
di Alessandro Giuliani
Il dato emerge da una ricerca svolta su 350 maturandi della scuola italiana,
svolta per lanciare sul mercato il videogioco “Medal Of Honor-European Assault”
che fa rivivere le più importanti fasi della liberazione d'Europa. A precise
domande su eventi cruciali della storia solo il 14% ha risposto esattamente ad
almeno l'80% delle domande, mentre la maggior parte (il 47%) si è limitata al
40% di risposte corrette.
Con quale episodio è coinciso l’inizio della seconda guerra mondiale? Con la
prima atomica sganciata dagli Usa su Hiroshima. Nagasaki? Una città come tante
altre, ci costruivano i mezzi dell'esercito imperiale. Pearl Harbour? La
risposta del Giappone alla bomba atomica e Hiro Hito l'ammiraglio della flotta
giapponese, interpretato da Toshiro Mifune nel film "La Battaglia di Midway". In
pochi chi crederanno, ma queste strampalate risposte sono state date pochi mesi
fa, tra le ultime tre settimane di maggio e la prima di giugno, da giovani
maturandi delle scuole medie superiori. Lo scopo delle interviste, 350 in tutto,
sarebbe dovuto essere quello di lanciare sul mercato “Medal Of Honor-European
Assault”, un videogioco che fa rivivere le più importanti fasi della liberazione
d'Europa grazie all’investimento di Electronic Arts uno dei colossi
dell'intrattenimento interattivo internazionale. Al di là del lancio
pubblicitario ciò che è emerso dallo studio è un quadro complessivo piuttosto
avvilente del grado di preparazione, da parte degli studenti italiani, della
nostra storia contemporanea: a precise domande su eventi cruciali della storia
solo il 14% ha risposto esattamente ad almeno l'80% delle domande, mentre la
maggior parte (il 47%) si è limitata al 40% di risposte corrette; ben il 21%,
poi, ha risposto correttamente solo al 30% del questionario. I partecipanti
erano stati anche abbastanza favoriti dal tipo di questionari somministrati: 15
domande a risposta multipla. Cosa sarebbe potuto accadere se gli avessero
somministrato un tema classico, senza alcun tipo di riferimento alle risposte?
Gli esperti di didattica e di storia si sono immediatamente accalcati per dare
una spiegazione. "Per molti anni nelle scuole ci si è dimenticati della seconda
guerra mondiale – ha detto Sara Trovato, presidente di Eta Meta Research -mentre
cinema, Tv e gli stessi videogiochi hanno riempito vuoti lasciati dalla scuola.
Il risultato è poi che i ragazzi sono confusi e pieni di lacune, su un periodo
così importante della storia. Non deve stupire, quindi che confondano le date e
facciano errori su battaglie e vicende storiche che hanno segnato l'epoca
successiva, come la bomba atomica".
Il problema di fondo però non può essere nella cattiva memorizzazione delle date
cruciali: andando a spulciare le percentuali di risposte positive date dagli
studenti prossimi alla maturità riguardo i principali personaggi o le grandi
battaglie non è che la situazione migliori più di tanto: per il 43% l'8
Settembre invece di essere la data dell'armistizio segna, infatti, la resa dei
tedeschi a Berlino. In tema di energia atomica, per un intervistato su tre i
ragazzi di Via Panisperna non erano gli scienziati guidati da Fermi, ma un
gruppo di partigiani o addirittura panettieri che facevano la borsa nera. Oltre
la metà degli intervistati, inoltre, ammette di conoscere solo a grandi linee le
vicende legate alla seconda guerra mondiale (34%) o addirittura di non
conoscerle quasi per nulla (21%).
E allora di chi è la colpa di tanta “confusione” storica? Ma della scuola,
naturalmente. Solo il 15% degli intervistati dice, infatti, di aver appreso
quello che sa della seconda guerra mondiale dai libri di testo, dicendo che a
scuola se ne parla poco e male. Bassa anche la percentuale di coloro che hanno
letto romanzi sulla seconda guerra mondiale (27%), e per altro molti confondono
la prima con la seconda, tanto che non manca chi citi "Niente di nuovo sul
Fronte Occidentale", di Remarque, senza sapere che tratta delle vicende del
primo conflitto. La famiglia? Il 78% dei giovani protagonisti della ricerca ha
detto di non aver mai parlato in famiglia della seconda guerra mondiale, nemmeno
in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della fine della guerra. Il
14% che dice di averne parlato in famiglia fa riferimento soprattutto ai
racconti di nonni e nonne che l'hanno vissuta in prima persona.
Da non sottovalutare, infine, i risvolti didattici e conoscitivi dei film
storici: addirittura il 61% degli studenti intervistati ha ammesso di conoscere
le vicende del secondo conflitto mondiale attraverso la visione di film
coinvolgenti. Dalla ricerca è poi emerso che “Salvate il soldato Ryan''' ha
permesso al 63% degli intervistati di dare la risposta corretta sullo sbarco
degli Alleati in Normandia. Si tratta di un dato apparentemente secondario, ma
su cui occorrerebbe riflettere: non sarebbe infatti il caso di introdurre nelle
scuole una sala tv da utilizzare ogni volta che i programmi che si affrontano
possono essere meglio “digeriti” con la visione di un film storico o d’azione?
8 agosto 2005 |