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«Il mio impegno deve essere per gli alunni
A presidi e prof ci pensino i sindacati»
«Quest’anno si sono iscritti nelle scuole campane 7000 studenti in meno, ma gli
insegnanti non sono diminuiti. E si tratta di un risultato importante»: il
direttore scolastico regionale, Alberto Bottino, attaccato già nelle settimane
scorse dai sindacati, difende il suo operato e parte al contrattacco. Le cifre
fornite da Snals e confederali sono allarmanti? «Per quello che riguarda gli
insegnanti di sostegno i dati non sono esatti: in media il rapporto tra
diversamente abili e docenti a Napoli è quello nazionale. E la media campana è
addirittura inferiore: 1 a 1,80».
I sindacati chiedono un insegnante per ogni diversamente abile. Lei che ne
pensa?
«È un assurdo. L’insegnate di sostegno, infatti, non è per il bambino in
difficoltà, ma per la classe. E tutti i docenti sono responsabili del complesso
degli alunni. Il diversamente abile va inserito nel gruppo-classe, e il
professore lo deve seguire e lavorare per l’inserimento tra i compagni. Il
rapporto uno a uno, invece, creerebbe un isolamento del ragazzo e del “suo”
insegnante. È importante, invece, che ci sia l’assistente materiale e quello
specialistico».
Come si stabilisce se assegnare il docente di sostegno?
«È la scuola che presenta un progetto in relazione al numero dei diversamente
abili iscritti. E attenzione: il sostegno non va a chi ha un carattere o una
situazione familiare difficile. Questi sono problemi che vanno affrontati con
interventi progettuali di altro tipo, dai laboratori, alle gite, agli stage».
Quest’anno, però, ci sono meno posti per i professori «Io mi devo occupare di
dare un servizio all’utente e il mio utente si chiama alunno, né preside néè
insegnante. Il discorso occupazionale tocca ai sindacati».
Ci sono anche meno bidelli e meno addetti all’amministrazione.
«Questo è un problema vero. Ci sono 149 bidelli in meno tra Napoli e provincia e
36 assistenti amministrativi in più, come è stato stabilito dalla finanziaria.
Ci saranno difficoltà soprattutto in quelle scuole dove scarseggiano gli lsu,
per la cui presenza c’è l’abbattimento dell’organico del 25 per cento. Un altro
problema: gli lsu non possono essere spostati in istituti dove non erano
presenti prima del varo della legge 124».
Allora i sindacati hanno ragione?
«Io mi domando solo dove erano nel 2000 quando è stata approvata la legge che
prevedeva il passaggio degli lsu all’amministrazione scolastica».
23 agosto 2005 |