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L’INDAGINE
Sicurezza, sostegno e integrazione
La classifica delle emergenze
«Troppi stress: la ricerca di supplenti e le classi scoperte perché non
ci sono più insegnanti disponibili»
di Giuseppe Tesorio
Le emergenze della scuola, pluridisciplinare e multietnica. I presidi hanno
ampia scelta, gli insegnanti pure. E c’è sempre l’indagine di turno che stila
classifiche e urgenze. Adesso, al primo posto è balzato il problema
dell’integrazione: attanaglia il 92 per cento dei docenti e il 73 dei dirigenti
scolastici. L’ultima ricerca della Demoskopea per la Henkel fotografa uno
spicchio di istituti milanesi e romani. E restituisce l’immagine di una scuola
un po’ smarrita, con malumori sottotraccia e studenti sempre meno motivati. Sono
più svelti di mente per altre faccende (una curiosità telematica infinita), ma
quanto a studiare le «banalità» del sapere, non paiono proprio interessati. Cose
risapute. Come la fatica che la scuola compie per far crescere insieme ragazzi
di culture diverse. L’altra parte del mondo è già il mondo della scuola. «Ma
l’emergenza sale e le risorse umane e finanziarie scendono - accusa la maestra
di 24 scolaretti - e dieci non parlano italiano». Certo, la buona volontà non
manca. Il 68 per cento dei presidi e l’89 per cento dei prof sceglie il
sempreverde problema della sicurezza. Un classico dell’istituto obsoleto.
Nella top ten dei problemi, le risorse economiche scarse, l’urgenza di aprire la
scuola all’esterno (lo desidera l’80 per cento dei docenti e il 55 dei presidi),
l’autonomia scolastica. «Aggiungiamo la ricerca quotidiana di supplenti, che tra
costi e tentativi a vuoto sta diventando uno stress». «E le classi scoperte
perché non ci sono più insegnanti a disposizione per i buchi temporanei». «E il
sostegno ai ragazzi più fragili», «la nuova scuola da montare senza il libretto
delle istruzioni». Basta passare nelle sale professori e la classifica delle
urgenze va ben oltre l’elenco di Demoskopea.
Ci si può sempre consolare guardando fuori di casa. In una scuola media inglese
dello Hampshire alcune classi sono state formate non secondo l’età ma sul
livello di apprendimento, stabilito dopo una serie di test. «Non tutti siamo
uguali», sostengono. Su questo non si discute, la natura è fantasiosa. In
America, per cambiare, un giudice federale deciderà se il «disegno
intelligente», che ha creato il mondo, va spiegato nelle ore di biologia, con
buona pace di Darwin. Ogni scuola ha la sua «top ten» delle emergenze.
3 ottobre 2005 |