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Elementari, via il 10% dei docenti. La riforma riduce
le ore di lezione
Con le nuove norme introdotte dalla Moratti dal
prossimo anno a rischio decine di migliaia di cattedre. Una parte dell'orario di
lezione diventerà facoltativo
di ANTIMO DI GERONIMO
Dal prossimo anno scolastico nella scuola elementare ci saranno meno insegnanti.
È questo uno degli effetti dell'entrata a regime della riforma Moratti, che
prevede una sensibile riduzione delle ore di lezione. E dunque anche del numero
dei docenti.
Nel tempo normale, infatti, le ore settimanali di lezione passeranno da 30 a 27,
e nel tempo pieno da 35 a 30. Fermo restando che le famiglie che sceglieranno il
tempo pieno potranno contare su 10 ore in più, suddivise tra mensa e ricreazione
dopo la mensa. In ogni caso, l'attuazione della riforma potrebbe determinare, a
regime, una riduzione del numero degli insegnanti elementari nell'ordine del 10%
dell'intero organico nazionale.
Fino a quest'anno, infatti, nonostante la riforma fosse stata già introdotta, il
ministero dell'Istruzione ha calcolato il fabbisogno di insegnanti con le stesse
regole degli anni scorsi.
In buona sostanza, il cervellone dell'amministrazione centrale non è stato
riprogrammato. E le operazioni per la individuazione del numero dei docenti da
assegnare alle scuole sono state effettuate come se la riforma non esistesse.
Dal prossimo anno, invece, il Simpi, il Sistema Informativo del ministero
dell'Istruzione, elaborerà gli organici secondo le nuove norme. E, per far
tornare i conti, ha inviato una nota alle scuole, chiedendo di rilevare
esattamente di quanti docenti hanno bisogno.
Operazione, questa, che potrebbe comportare la cancellazione di decine di
migliaia di cattedre.
A ciò va aggiunto un ulteriore elemento di incertezza.
Una parte dell'orario di lezione, infatti, non è più obbligatorio, ma
facoltativo.
Le ore obbligatorie sono solo 27. A queste possono aggiungersi altre 3 ore
settimanali, se le famiglie scelgono di farle frequentare ai propri figli. E ciò
vale sia per il tempo normale (senza rientri pomeridiani) sia per il tempo pieno
(con i rientri pomeridiani).
Prima della riforma, invece, le ore di lezione erano tutte obbligatorie: 30 ore
settimanali nel tempo normale e 35 ore nel tempo pieno.
Ciò vuol dire che una parte molto consistente dell'organico sopravviverà solo se
le famiglie degli alunni opteranno per le attività facoltative. In caso
contrario, le relative cattedre verranno cancellate.
E con esse anche i posti di lavoro.
14 ottobre 2005 |