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Concorso dirigenti, c'è disparità di trattamento
di bea. ruo.
«Le scuole autonome e la dirigenza non meritavano questo tipo di concorso che ha
tutti i contorni di una farsa»: non ha dubbi Franco Buccino, segretario
regionale della Flc-Cgil, il corso-concorso per dirigenti scolastici fa acqua da
tutte le parti cominciando dalla tabella di valutazione dei punteggi. «In questa
situazione c’è un grande disorientamento che favorisce avvocati e associazioni
varie che hanno fatto affari d’oro avviando i ricorsi per tutelare gli esclusi
che sono stati poi ammessi con riserva». Dello stesso parere Luigi Panacea,
segretario generale della Uil-scuola: «La procedura concorsuale lascia molti
dubbi soprattutto in merito allo sbarramento per accedere alle prove. Mi auguro
che nel prossimo bando venga garantito a tutti il diritto di partecipare».
«Il concorso è articolato su basi incostituzionali -
spiega Libero Tassella, della Gilda degli insegnanti - . C’è, infatti, una
disparità di trattamento tra i candidati delle diverse regioni visto che un prof
escluso in Campania con un punteggio poteva invece essere ammesso in un’altra
regione con lo stesso punteggio».
Anche Antonio Ferrigno, coordinatore regionale e segretario nazionale
dell’Andis, Associazione dei dirigenti, critica il bando: «Non è possibile che
la selezione venga effettuata sulla base dei titoli, tutti dovevano avere la
possibilità di partecipare. Ma non solo. È assurdo dover sostenere quattro
prove, due scritte due orali, ed un corso di formazione di dieci mesi»
23 novembre 2005 |