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Bimbi disabili, diffida al ministero
SCUOLA. Iniziativa dei genitori dei piccoli alunni per
ottenere l'insegnante di sostegno
Nonostante le cause vinte in tribunale le sentenze sono rimaste sinora lettera
morta
di Bianca De Fazio
NAPOLI. Dopo i ricorsi, le diffide. I genitori dei bambini disabili che quest'anno
si sono visti ridurre all´osso le ore di sostegno a scuola, hanno prima vinto le
cause in tribunale contro il ministero (quasi sempre i magistrati hanno
stabilito che i piccoli avessero l'insegnante di sostegno per tutte le ore della
frequenza scolastica), e ora, ogni volta che la sentenza dei giudici è rimasta
lettera morta, stanno ufficialmente diffidando l'amministrazione scolastica: se
gli insegnanti di sostegno non entreranno in classe entro 5 giorni, partiranno
le denunce penali contro il ministro Moratti e il direttore scolastico regionale
Alberto Bottino. Accusati di non aver dato seguito alle ordinanze del tribunale,
e di perseverare nella decisione di limitare il sostegno a poche ore a
settimana.
E sì che l'amministrazione è in seria difficoltà dinanzi alle sentenze. Per
oltre 30 ricorsi presentati dai genitori del coordinamento "Tutti a scuola",
sono già una quindicina le sentenze che impongono il sostegno per l'intero
orario scolastico. Come dire che non basta neppure un solo docente di sostegno:
ne servono due. Si tratta, ovviamente, di alunni che, senza un ausilio costante,
vedono negato il loro diritto all'istruzione e, soprattutto, all'integrazione
scolastica. A firmare i ricorsi, le diffide e quindi le denunce, l'avvocato
Simona Marotta, che sta patrocinando le cause degli alunni disabili.
8 dicembre 2005 |