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Il Miur corre ai ripari
Il ministero dell'istruzione corre ai ripari. Se sono in crescita le sentenze di
condanna per comportamento antisindacale dei presidi, c'è un evidente problema
di conoscenza degli obblighi contrattuali. Si deve dunque intervenire sul fronte
della formazione dei dirigenti.
A questo scopo sono stati stanziati 1,582 milioni di euro che saranno spesi il
prossimo anno per aggiornare circa 8 mila dirigenti scolastici. La direttiva
sulla formazione dei presidi è stata inviata dal ministero dell'istruzione alla
Corte dei conti mercoledì scorso per la registrazione. La nota definisce, oltre
alle priorità dell'azione formativa, anche la ripartizione territoriale dei
fondi: 1,258 milioni di euro sono andati alle regioni, in base al numero di
presidi in servizio; la restante somma finanzierà "interventi formativi sui
processi di innovazione e di riforma per il personale della scuola". In primo
luogo, l'aggiornamento dovrà riguardare il versante contrattuale.
È cresciuto infatti il potere decisionale dei dirigenti con obblighi però di
contrattazione e di informativa verso le Rsu, le Rappresentanza sindacali
unitarie. Una migliore conoscenza della nuova normativa può servire a evitare la
crescita esponenziale delle tensioni tra le due parti. L'attuazione della legge
n. 53/2003, poi, ha essa stessa ricadute sia sul fronte organizzativo sia
contrattuale. Altro fronte, sempre connesso alla legge sui cicli scolastici, è
quello dell'adeguamento del piano dell'offerta formativa per il raggiungimento
degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per la scuola dell'infanzia
e il primo ciclo di istruzione.
24 maggio 2005
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