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Decreto secondo ciclo: ora c'è anche la copertura
economica
E' stata inserita nell'ultima bozza del ddl: sarà di 24.844.000 euro
per il 2006 e di 68.310.000 euro a decorrere dal 2007. Si tratta della terza
revisione in pochi giorni e secondo i sindacati Confederali lascerebbe presagire
"l'ipotesi di un prossimo passaggio in sede di Consiglio dei Ministri in tempi
abbastanza brevi".
di Alessandro Giuliani
Anche la copertura finanziaria della riforma del secondo ciclo non è più un
mistero: sarà di 24.844.000 euro per il 2006 e di 68.310.000 euro a decorrere
dal 2007. I numeri sono contenuti all'interno dell'ennesima bozza, la nona, del
decreto di riforma della scuola secondaria superiore. Si tratta di una novità
importante che, secondo fonti sindacali Confederali, unita al fatto che
rappresenta la terza revisione in soli sette giorni, lascerebbe presagire
"l'ipotesi di un prossimo passaggio in sede di Consiglio dei Ministri in tempi
abbastanza brevi".
L'ultimo ddl comprende 30 articoli, come il precedente, e anche altre novità,
come la presenza, nelle commissioni per gli esami per gli studenti
dell'istruzione e formazione professionale, di docenti ed esperti in possesso di
documentata esperienza maturata per almeno cinque anni e la cancellazione,
rispetto alle vecchie tracce, di riferimenti all'insegnamento dell'informatica
nel primo ciclo. Sparisce anche, un po' a sorpresa, il "trasferimento di
competenze alle Regioni", facendo così cadere ogni riferimento a modalità e
tempi per il passaggio delle competenze.
Critici i sindacati: "dobbiamo evidenziare – si legge in una nota della Cisl
scuola – che, nonostante le affermazioni fatte dal ministro nell'incontro del 3
marzo scorso, nessuna ulteriore bozza ufficiale è stata presentata alle
organizzazioni sindacali per un confronto serio e che, sicuramente, questo
rincorrere testi più o meno ufficiali e in continua elaborazione, genera
ulteriore confusione. Nessun tavolo politico o tecnico è stato avviato, come
invece, assicurato dal ministero, a dimostrazione che ai continui proclami non
seguono azioni concrete e che si continua con le stesse modalità già attuate con
il D.L. 59 sul primo ciclo e che tanti danni hanno già prodotto".
7 maggio 2005
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