Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Scuola, la Consulta apre la strada a «contratti distinti»

 

ROMA - Una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 322 scritta da Alfonso Quaranta) potrebbe aprire la strada ad un contratto collettivo distinto per docenti, fin qui accomunati al personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata). La Consulta, intervenuta su una questione di incostituzionalità sollevata dal Tribunale di Roma riguardo alla diversità di trattamento riservata ai prof in caso di inidoneità al lavoro per motivi di salute (a differenza di presidi e bidelli dopo 5 anni possono essere licenziati), ha stabilito che non vi è alcuna violazione del principio di uguaglianza. I prof, secondo la Corte Costituzionale, versano infatti in una situazione di stato giuridico completamente differente del personale non docente «che non ne consente l’assimilazione in un’unica categoria»

Per i pochi sindacati, come la Gilda, e le associazioni professionali che si battono contro l’area contrattuale comune, considerata una delle cause dell’appiattimento e della mortificazione delle retribuzioni, la portata della sentenza va ben oltre il caso specifico. Il sindacato Gilda sta valutando l’opportunità di denunciare l’incostituzionalità del contratto unico. «Dalla sentenza – osserva Carlo Pisani, ordinario di diritto del lavoro a Trieste, allievo di Giugni e consulente del sindacato – potrebbe derivare un forte argomento sistematico per sostenere la necessità di un distinto contratto collettivo per i docenti». Per Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della Gilda, «la sentenza è uno straordinario strumento, difficilmente eludibile, di rilancio delle ragioni sulla separazione dei contratti ed apre prospettive di battaglia che non saranno trascurate»


G. Ben.
28 luglio 2005