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GILDA DEGLI INSEGNANTI |
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Oltre mille persone hanno ottenuto dal tribunale amministrativo la sospensiva dall´esclusione al concorso, e dunque vi prenderanno parte nonostante nel frattempo il Consiglio di Stato abbia già stabilito, per circa la metà di loro, che il concorso non s´ha da fare. È proprio alla luce di questi pronunciamenti del Consiglio di Stato che nei giorni scorsi molti hanno chiesto di rinviare il concorso, perché si desse il tempo, alla giustizia amministrativa, di fare il suo corso avvisando, ad esempio, quanti sono fuori dal gioco. Gli esclusi che ancora non sanno di esserlo oggi si misureranno con la prima prova scritta e c´è la concreta possibilità che questo dia loro il diritto di andare avanti fino alla fine del concorso. Tant´è, gli aspiranti presidi entrati in graduatoria senza dover ricorrere ai magistrati ora vedono ridimensionate le loro possibilità di spuntarla. In gioco ci sono 200 posti da dirigente scolastico, ma essendo aumentato il numero dei concorrenti (1350 erano quelli ammessi a pieno titolo, altri 800 sono quelli che hanno fatto ricorso) diminuisce la probabilità, per ciascuno di loro, di ottenere il titolo di preside. Una vicenda complicata e inquinata dai diversi interessi in gioco: quelli che rivendicano la certezza del diritto - ribadendo la bontà delle graduatorie iniziali - quelli che accampano il diritto di "provarci comunque", perché giudicano incostituzionale una norma applicata nel bando di concorso. E poi ci sono gli interessi dei sindacati, che hanno soffiato sul vento della polemica - avendo gestito corsi da migliaia di euro destinati ai concorrenti, anche a quelli "promossi" dal Tar - ed ora non vogliono esser sbugiardati vedendo i propri assistiti lasciati fuori dal concorso.
Fatto sta, il ministero non ha accettato la richiesta degli avvocati Ezio Maria
Zuppardi e Orazio Abbamonte di rinviare ulteriormente la prova. La Campania è
l´unica regione, con la Sicilia, dove il concorso non si sia ancora tenuto. Ma
se in Sicilia s´è deciso di rinviare sine die le prove, fino a quando la vicenda
legale non sarà del tutto esaurita, qui in Campania Bottino spiega: «L´ufficio
che dirigo rispetta le norme attuali. Il concorso lo sosterranno quelli che ne
hanno pieno titolo alla luce della graduatoria e quelli che hanno ottenuto la
sospensiva del Tar. Non posso certo affidarmi all´immaginazione: non posso
"fantasticare" su sentenze che devono ancora venire, o attendere che vengano
scritte. Mi si chiede di attendere. Ma sino a quando dovrei aspettare?». Anche
il Ministero, che non ha visto di buon occhio neppure il primo slittamento, ha
condiviso la posizione di Bottino. Ed il concorso si fa. In cinque sedi: alla
scuola media Verga di Capodimonte, al magistrale Villari, all´Ipssar Cavalcanti,
al liceo scientifico Caccioppoli, all´istituto tecnico Galiani. |