GILDA DEGLI INSEGNANTI

PROVINCIA DI NAPOLI

via Toledo n. 210, 5° piano  - tel. 081/7944165 fax 0812512845

email gildanapoli@gildanapoli.it

Home     |     News     |     Comunicati     |    Rubriche    |     Documenti     |    Sede provinciale    |     Cerca    |    Archivio     |     Scrivici
 


 



Presidi chini sui libri per passare di ruolo

Giovedì il concorso. Per 22 posti delle superiori 174 in lizza
De Luca, Avogadro: "È dura tornare sui libri a 48 anni" Di Natale, media Pola: "Mi piace mettermi ancora alla prova



di Tiziana Catenazzo



La scuola capovolta, l´ordine e gli orari disfatti: gli esami? Per quest´anno li fanno loro, i presidi. L´un contro l´altro armati, si stanno misurando con leggi e leggine d´ogni genere e costume, con programmi e conoscenze molteplici e variegate. Le teste chine sui libri. Non è un reality (purtroppo) ma il corso-concorso per diventare presidi "di ruolo" (gli altri, i supplenti, si chiamano "presidi ad incarico"). Saranno 520 ad affrontarsi in esercizi di "bello stilo", l´1 e il 2 settembre: in 174, per i 22 posti nelle superiori, in oltre 350, per elementari e medie. Sgobboni come pochi, stanno ri-allenando il cervello ai collegamenti più disparati e disperati nonostante l´estate e nonostante gli anni (età media, 50-60 anni) con fosforescenti e righelli, e due paia di occhiali ciascuno. E´ l´ultima prova, l´ultimo ostacolo: per guidare la scuola dall´alto, dall´unica poltrona che conti. E allora, i consigli dei più "equilibrati": Cristina Forchino, vicepreside del D´Azeglio (sopra la scrivania, "Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia" di Postnam; sotto, il cane bianco Ombra, che dorme): «Il tempo per studiare è stato poco, avendo chiuso la scuola a fine luglio, e sinceramente mi sono più volte chiesta cosa mi spingesse a farlo, a questo punto della mia carriera. Ma l´ho scoperta essere un´esperienza assolutamente utile. Mi costringe a pormi dall´altra "parte", di chi studia, e di chi vuol condurre a termine un´esperienza con profitto, ma anche con il gusto, delle cose ben fatte. Per la mia cultura e preparazione personale, anche. Al di là di questo, poi, sto riflettendo in questi giorni sugli aspetti e le finalità del mio lavoro a scuola, e su una scuola diversa dal semplice insieme di individui…».

Tommaso De Luca, vicepreside dell´Avogadro: «Tornare a studiare a 48 anni è dura… Ho letto molto, sfogliato la normativa: più che altro, considero questo "ritorno" ai libri come occasione di formazione, di aggiornamento, di approfondimento. Da professori si guarda all´organizzazione scolastica come a qualcosa di distante, e anzi come a un impedimento della didattica. Con il tempo e l´esperienza acquisita, ho gradualmente reinterpretato il tutto (e quindi anche me stesso): lo staff dirigenziale deve "partecipare" al progetto educativo, non fare solo da supporto alla funzione insegnante, se la scuola è luogo non di insegnamento ma di apprendimento».

Da lidi assolati e remoti (motivi di studio, appunto), Angela Di Natale, preside della media Pola: «Faccio il concorso perché sono una ancora "entusiasta" del mio lavoro, e mi piace mettermi alla prova… In tanti anni da insegnante, e poi da preside incaricato, la passione non è mai scemata, anzi: ci sono oggi molte più possibilità di lavorare bene, grazie all´autonomia, e di assicurare in prima persona la qualità del servizio e il successo formativo degli studenti… Ma ora, a proposito di cervelli in letargo, mi lasci studiare, la prego!».



27 agosto 2005