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L’arte di Napoli a portata di mouse
Un nuovo sistema informatico, messo a punto dall’Istituto di cibernetica “E.
Caianiello”, renderà fruibile via internet monumenti, musei, enti culturali,
esposizioni, archivi, compreso il centro storico della città partenopea. Al
progetto, presentato il 21 luglio, hanno collaborato diciotto enti pubblici e
privati.
di Alessandro Giuliani
Visitare i più prestigiosi musei e i monumenti di Napoli standosene comodamente
seduti a casa. L’iniziativa, chiamata “Museo Virtuale di Napoli: Rete dei Musei
Napoletani”, è stata presentata il 21 luglio presso l’Archivio di Stato di
Napoli: grazie alle nuove tecnologie allo studioso d’arte o al turista
desideroso di fare un tour virtuale nella città partenopea, basterà un clic del
mouse per vedersi aperte le porte del museo di Capodimonte, della Certosa di San
Martino e dei palazzi storici. Proposto dal Comune della città, finanziato dal
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, realizzato
dall’Istituto di cibernetica “E. Caianiello” (Icib) del Cnr di Pozzuoli, il
progetto ha coinvolto diciotto enti - pubblici e privati - che, grazie a questo
nuovo sistema informatico, potranno organizzare in maniera rapida ed efficiente
i documenti da mettere in rete, dando maggiore visibilità e accesso non solo al
loro patrimonio culturale, ma anche alle informazioni di servizio e agli eventi
organizzati.
Per fare il tour virtuale della città basterà collegarsi al
sito: “l’utente non solo potrà visitare
la città, con le sue chiese e palazzi - ha spiegato durante la presentazione
Mario Mango Furnari, dell’Istituto di cibernetica Caianiello - ma avrà anche la
possibilità di compiere a distanza ricerche sul patrimonio culturale”. La
fruizione delle opere artistiche avverrà con delle chiavi di lettura di tipo
cronologico, iconografico, geografico o basate sulla materia, la tipologia e la
tecnica esecutiva dei manufatti. “Un collegamento web facile – ha continuato
Furnari - ma che, per esser tale, ha richiesto un lungo lavoro di ricerca e
innovazione tecnologica: siamo infatti riusciti a dotare tutti gli enti
coinvolti di una piattaforma informatica condivisa, pensata nella prospettiva
del cosiddetto ‘web semantico’, che permette al calcolatore di gestire
autonomamente le informazioni in funzione del loro contenuto, creando innovativi
collegamenti e relazioni tra queste”.
Secondo gli organizzatori del progetto, Re.Mu.Na. non farebbe altro che
ricomporre in web, l’antica rete di strutture culturali che si andò sviluppando
nella città a partire dal 1734, anno in cui salì al trono Carlo di Borbone. Il
sistema, infatti, riunisce virtualmente il “perduto disegno unitario dei beni
culturali napoletani all’interno di un ambiente tecnologico in grado di far
cooperare professionalità differenti e integrare contenuti culturali
molteplici”.
La pagina di ingresso di ogni singolo museo conserva la propria specificità e
autonomia nella gestione dei contenuti e servizi, ma ciascuna ha un link
attraverso il quale visualizzare l’elenco delle istituzioni aderenti al
circuito. Una volta entrato nel museo prescelto, l’utente potrà decidere se
seguire un ‘itinerario’ di visita stabilito o libero, secondo percorsi
intra-museali (scelti in base alla tipologia degli oggetti di interesse) o
tematici, gallerie di immagini con relative schede e album dove sono raccolte,
in ordine alfabetico, tutte le immagini degli oggetti esistenti nel circuito.
26 luglio 2005
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