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Docenti: 58.000 assunzioni, il 27 maggio il decreto al
Consiglio dei Ministri
Il piano triennale, con ulteriori 38.000 assunzioni per i due anni
successivi, è stato programmato dal Miur con la consulenza di alcuni tecnici del
ministero dell'Economia. Sembrerebbe che il contingente da assumere a tempo
indeterminato sia composto soltanto da insegnanti: i sindacati chiedono
attenzione anche per il personale Ata.
di Alessandro Giuliani
Dovrebbe essere presentato il prossimo 27 maggio al Consiglio dei Ministri il
piano di assunzioni di 58 mila insegnanti per il 2005/2006 e di 19.000 per
ciascuno dei due anni scolastici successivi: il piano triennale, di 100.000
assunzioni complessive, è stato programmato dal Miur assieme alla consulenza di
alcuni tecnici del Ministero dell'Economia. Secondo fonti sindacali, per il
primo anno di assunzioni il Ministero dell'Istruzione aveva prospettato un
numero ancora più alto, ma i tecnici del ministero dell'Economia hanno esaminato
i conti e ritenuto di ridurre il numero complessivo di circa 5mila unità. Non
sono esclusi, tuttavia, ulteriori ritocchi prima che il provvedimento venga
sottoposto al vaglio dei consiglio dei ministri di fine mese.
Soddisfatti parzialmente i sindacati che, in coro, rivendicano "l'immediata
immissione in ruolo su tutti i posti e quindi su tutte le 105 mila cattedre
vacanti e sui 70.000 posti liberi relativi al personale non docente".
Quel che ha fatto infuriare di più le organizzazioni sindacali è stato proprio
il fatto che, da prime indiscrezioni trapelate da Viale Trastevere, il
contingente da assumere a tempo indeterminato sia composto esclusivamente da
insegnanti. "Sembra che il Ministero per gli Ata (amministrativi, tecnici ed
ausiliari) non voglia prendere in considerazione alcuna immissione in ruolo -
spiega Gino Galati, segretario generale dello Snals - se le cose dovessero stare
così siamo pronti a condurre proteste formali per difendere una categoria
composta da diverse decine di migliaia di precari. Insistiamo sulla immissione
in ruolo anche questi lavoratori di cui sembra che tutti si siano dimenticati".
"E' infatti necessario - ha concluso Galati - guardare alla istituzione scuola
nella sua complessità, che per il suo funzionamento ha bisogno della stabilità
di tutto il personale".
13 maggio 2005
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