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Stato giuridico: in Commissione prosegue lo scontro
di Reginaldo Palermo
In Commissione Cultura e Istruzione DS e Margherita
chiedono la sospensione dell'iter parlamentare del disegno di legge sullo stato
giuridico dei docenti. "La proposta - sostiene la minoranza - invade le materie
contrattuali ed è fortemente osteggiata dai sindacati". Replica di Aprea: "Il
Parlamento ha pieno titolo ad intervenire sulla questione".
Prosegue alla VII Commissione della Camera la discussione sul disegno di legge
Santulli-Napoli sullo stato giuridico degli insegnanti.
Nel dibattito svoltosi il 27 ottobre, il confronto fra maggioranza e minoranza è
stato piuttosto vivace anche se è durato solamente 30 minuti.
Per l'opposizione è intervenuta più volte la diessina Piera Capitelli che ha ha
chiesto espressamente la sospensione dell'iter parlamentare del disegno di legge
sostenendo che "interviene in modo invasivo in materie riservate alla
contrattazione collettiva e si pone in diretta contraddizione con l'impegno,
formalmente assunto dal Governo, a non promuovere provvedimenti legislativi che
ledano la sfera di autonomia della contrattazione".
Anche Antonio Rusconi, per la Margherita, ha svolto considerazioni analoghe
contestando in particolar modo l'ipotesi di fissare tre livelli diversi per la
carriera degli insegnanti.
"La decisione di portare avanti questo provvedimento - ha aggiunto Rusconi -
contraddice tra l'altro alle richieste formulate, nel corso delle audizioni
informali svolte dalla Commissione, dall'Anci e dall'Upi, che hanno segnalato la
non opportunità di un provvedimento autonomo in materia, suggerendo al contempo
di affrontare la materia nell'ambito dell'attuazione della legge n. 53".
A questo proposito Rusconi ha anche evidenziato come il disegno di legge si
ponga di fatto in contraddizione con la legge n. 53 che prevede espressamente
una delega al Governo proprio in materia di formazione e reclutamento del
personale docente.
Il Presidente della Commissione Adornato ha poi accolto la richiesta di Alba
Sasso (DS) di avere un chiarimento diretto con il ministro Moratti.
Per intanto, a nome del Governo, è intervenuta il sottosegretario Valentina
Aprea che ha sottolineato come "il Ministero intenda rispettare pienamente gli
impegni assunti dal Governo ai suoi massimi livelli in ordine alla "non
ingerenza" legislativa in materie riservate alla contrattazione sindacale".
"In linea generale - ha poi concluso Aprea - il Parlamento è nella piena facoltà
del Parlamento di intervenire sulla materia dello stato giuridico degli
insegnanti della scuola".
Il dibattito riprenderà nei prossimi giorni e c'è da credere che diventerà via
via più infuocato. Il punto di svolta si avrà certamente dopo la metà di
novembre e cioè al termine della fase di scioperi e manifestazioni di proteste
promossa dai sindacati della scuola anche per fermare il disegno di legge sullo
stato giuridico.
28 ottobre 2004
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