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Scuola, gli insegnanti precari si
mobilitano
Un'assemblea al Pacinotti programmata l'8 settembre per
coordinare la protesta all'inizio dell'anno Si
ritroveranno mercoledì 8 settembre alle 17 all'Itis Pacinotti autonomamente:
sono i precari della scuola inclusi nelle Graduatorie Permanenti della provincia
di Venezia sia in prima sia in seconda e terza fascia, abilitati con concorso
ordinario, riservato o specializzati Ssis, insegnanti delle scuole di pianura,
di montagna o di piccola isola, con molti o pochi punti in graduatoria. Tutti
accomunati da qualche lustro o decennio di sfruttamento in qualità di supplenti
brevi, supplenti fino al termine dell'attività didattica e supplenti annuali.
«Sì, sfruttamento - precisa uno dei portavoce, Stefano Micheletti - visto che
mediamente un supplente costa all'Amministrazione circa 7.000 euro in meno di un
docente a tempo indeterminato, visto che un supplente non gode degli stessi
diritti in quanto ferie, permessi, malattia, diritti sindacali e quant'altro di
un docente di ruolo, pur essendo la prestazione professionale la medesima».
«Dopo averci rovinato l'ennesima estate, periodo in cui, tra l'altro, la maggior
parte di noi non percepisce alcuno stipendio - spiega Micheletto - con la farsa
della pubblicazione delle graduatorie colme d'errori e omissioni e il
conseguente spostamento delle convocazioni per il conferimento delle supplenze
alla seconda metà di settembre, dopo la risibile immissione in ruolo in
provincia di 117 docenti, cifra che nemmeno rimpiazza i pensionamenti di quest'anno,
dopo averci precarizzato l'esistenza facendoci fare i supplenti per una vita,
siamo molto incazzati». L'anno scolastico che si apre rappresenta ancora una
fase di transizione nell'applicazione della Riforma Moratti. Quest'anno si
comincia con la scuola primaria e la prima classe della secondaria di primo
grado. A regime, con il monte ore ridotto e senza tempo pieno e prolungato, nel
primo ciclo d'istruzione, si perderanno quasi 70.000 posti in organico, tra
docenti e Ata. «Ma quest'anno - protesta il portavoce dei precari - uscirà anche
il Decreto Legislativo d'attuazione della De-forma alle superiori: la riduzione
dei posti di lavoro ammonterà, complessivamente per tutti gli ordini di scuola,
a circa 200.000 unità. Numero magico, corrispondente all'ammontare dei precari
della scuola (oltre 210.000 contratti a tempo determinato stipulati lo scorso
anno). Per molti di noi quindi l'anno in corso sarà l'ultimo anno di lavoro
nella scuola; tanto mica licenziano qualcuno, semplicemente non ci assumeranno
più all'inizio dell'anno scolastico seguente, noi non esistiamo, siamo
invisibili. Per il futuro, quando avranno bisogno di nuovi docenti, passeranno
all'assunzione diretta (con contratti di formazione, CoCoCo, od altri contratti
atipici) da parte dei Dirigenti Scolastici scegliendo tra i nuovi specializzati
all'insegnamento nell'Università del 3+2 e quando avranno bisogno di nuovi
collaboratori scolastici (bidelli, applicati, ecc.) basterà dare tutto in
appalto alle cooperative, esternalizzando i servizi. Menti e braccia fresche da
sfruttare, dopo aver spremuto noi come limoni!».
L'invito è rivolto a tutti i precari, perchè smettano di litigare tra loro per
qualche punto nelle graduatorie permanenti che presto non esisteranno più e
articolare una protesta massiccia per rendere disordinato l'inizio dell'anno
scolastico, che funziona per il 20 per cento proprio grazie ai precari. Ma anche
a insegnanti di ruolo, personale Ata, genitori che lo scorso anno si sono
battuti per la difesa del tempo pieno e prolungato, studenti universitari per
capire cosa pensa ciascuno sulla riforma.
28 agosto 2004
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