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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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IMMISSIONI IN RUOLO ENTRO IL 31 LUGLIO Stesso sistema per le medie. In questo caso, però, restano da definire, e lo si farà in un incontro presso la Direzione Scolastica regionale, le percentuali tra le diverse materie. L’orientamento dovrebbe essere quello di assegnare il 18% dei posti residuali a trasferimenti completati. E i tempi non sono molto lunghi. Entro il 31 luglio dovranno essere ultimate le immissioni in ruolo per i docenti che appartengono alla prima e seconda fascia (cioè i cosiddetti precari storici) e per il personale Ata. Per la terza fascia, invece, i termini potrebbero slittate a fine agosto. Per le supplenze invece resta fissato il termine del 31 luglio, per le nomine fatte dalla Direzione Scolastica regionale. Dopo tale data il testimone passerà ai capi d’istituto. «Mi auguro che nei prossimi giorni venga rivisto e aumentato il numero delle immissioni - dice il direttore scolastico regionale Alberto Bottino - considerando che in Campania disagi e disoccupazione sono più forti che altrove». Un giudizio ”sospensivo” è stato espresso dalla Cisl Scuola della Campania. «Non possiamo non essere soddisfatti - dice Luigi Bifulco, segretario Cisl scuola - anche se si tratta di un contingente esiguo, a fronte delle esigenze reali a Napoli ed in Campania, dove c’è bisogno di tanti docenti in più, ma anche di collaboratori scolastici». Polemica, invece, la Cgil scuola. «I circa 1600 posti ono una goccia nel mare delle risorse necessarie per la scuola a Napoli e in Campania - dice Franco Buccino, segretario della Cgil - Tra docenti e Ata ne occorrerebbero 15mila solo da noi. L’amministrazione preferisce i supplenti perché ne nomina quanti vuole e poi li manda a casa. Per applicare la riforma si rivolgerà ad esperti e co.co.co. Da settembre le scuole campane saranno tutte più povere». Sul numero di immissioni interviene anche la Gilda degli
insegnanti. «Quello che denunciamo - spiega Libero Tassella, coordinatore
provinciale Gilda - è l’esiguità dei posti rispetto ai posti vacanti. Ciò indica
la scarsa attenzione del governo nei confronti dei docenti precari e della loro
professionalità. Da tempo la Gilda chiede la definizione di un piano pluriennale
certo per la copertura di tutti i posti vacanti»." |