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Un marcatempo sventato
Riceviamo questa comunicazione da un nostro collega della Gilda di Pisa, che
volentieri pubblichiamo. Cari Colleghi, comunico con
piacere di avere sventato l'acquisto dell'orologio marcatempo nel mio istituto (IIS
Santoni di Pisa), consegnando in consiglio d'istituto l'allegato documento
firmato da 35 dipendenti in assemblea RSU (tutti i presenti).
Quello che e' stato bello è stato: smascherare chi c'era dietro le quinte (un
sollecito della direzione scolastica regionale, poi dovremo chiarire la
questione con l'aiuto della nostra struttura regionale) e il "gioco delle parti"
perfettamente condotto in consiglio, col dirigente scolastico, convinto dalla
lettera, che ha "fatto finta" di insistere per l'acquisto, e il consiglio che
all'unanimità ha bocciato la sua proposta. Il tutto in perfetto accordo. La
lettera sarà usata dal dirigente nella sua risposta al direttore regionale.
...ogni tanto qualcosa di buono...
Cordiali saluti e buon lavoro.
Maurizio Berni
OROLOGIO MARCATEMPO AL SANTONI
Questa RSU prende atto, dai verbali del consiglio d'istituto,
che la direzione scolastica regionale avrebbe richiesto al Dirigente scolastico
del nostro istituto di installare un orologio marcatempo.
Si tratta evidentemente di una intollerabile intromissione nell'autonomia
decisionale del nostro dirigente, il quale deve rispondere unicamente
dell'efficienza del servizio, e non delle modalità con le quali intende
ottenerla.
Per di più questa particolare richiesta, che comporta un onere di spesa, invade
anche altri campi che sono specifici degli organi collegiali dell'istituto.
Per questo motivo chiediamo alle strutture territoriali di riferimento delle
associazioni sindacali presenti in questa RSU di chiedere chiarimenti presso la
direzione scolastica regionale, in merito a:
1. Chi, e in base a quali norme, ha richiesto al dirigente
scolastico di installare l'orologio marcatempo;
2. Se analoghe richieste sono pervenute ad altre scuole della regione;
3. Se esista una valutazione della spesa complessiva relativa all'acquisto di un
orologio marcatempo per ogni plesso scolastico della regione.
Chiediamo altresì alle suddette strutture territoriali di
valutare, tramite i propri legali, se non vi siano gli estremi per ravvisare un
incentivo allo sperpero di danaro pubblico.
Nella fattispecie, questo feticcio aziendale, inutilmente presente in alcuni
istituti del territorio, costituisce una forma di controllo facilmente
eludibile, e non idonea alla maturazione di quel senso di responsabilità
personale che deve contraddistinguere ogni lavoratore di un'istituzione
educativa; maturazione che costituisce uno degli obiettivi messi in atto dallo
stile direttivo dell'attuale dirigenza dell'istituto e che ogni lavoratore
dell'istituto fa proprio; l'utilizzo di tale apparecchio dunque è diseducativo
e, visti i costi, non risponde ai principi di efficienza ed efficacia.
Questa RSU, per quanto precede,
- invita il dirigente scolastico a proseguire nella sua
funzione di controllo effettivo (e non burocratico) della presenza dei
lavoratori nell'istituto, usando le formalità attualmente presenti (registri di
presenza per il personale ATA, registri di classe per il personale docente), e
facendo, di persona, controlli a campione, secondo la consuetudine corrente,
perseguendo quei singoli casi personali di non ottemperanza ai propri doveri di
servizio che dovessero presentarsi;
- invita, se mai ve ne fosse bisogno, i lavoratori dell'istituto a mantenere
alto il proprio senso di responsabilità personale in merito ai propri obblighi
di servizio, osservando la massima puntualità, anche come impegno educativo
verso gli studenti, e segnalando tempestivamente all'istituto qualsiasi
contrattempo che possa ostacolarla.
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