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Graduatorie supplenti: è corsa
contro il tempo
ROMA - È bufera sulle graduatorie dei docenti precari. Secondo i
sindacati, per il riordino delle graduatorie permanenti – tra chiusura (21
maggio) e riapertura dei termini (in pratica fino al 21 giugno) - sarà quasi
impossibile rispettare la scadenza del prossimo 31 luglio. E il ritardo nella
compilazione delle liste potrebbe investire anche le 12500 assunzioni già
previste. A lanciare l'ultimo allarme, in ordine di tempo, lo Snals-Consal: «ll
31 luglio è la data obbligatoria, fissata dalla normativa, per le immissioni in
ruolo: chiediamo di spostare il termine al 31 agosto per salvaguardare i diritti
del personale precario», ha spiegato Fedele Ricciato.
Intanto, ieri dalla Gilda degli insegnanti è partita una lettera indirizzata
al capo dello Stato, al presidente del Consiglio, al ministro dell'Istruzione e
ai capi dei gruppi parlamentari per chiedere di riesaminare il provvedimento che
disciplina le graduatorie dei precari, sulla base di criteri che siano
«congruenti rispetto alla lettera e allo spirito della Costituzione e al più
elementare senso di certezza del diritto». Nel mirino la legge 143/2004 che
ridisegna le graduatorie permanenti secondo una nuova tabella di valutazione. In
particolare è finita sotto accusa la decisione di rendere retroattivo il
raddoppio del punteggio per i servizi prestati nelle scuole di montagna, nelle
isole minori e nei penitenziari. «Significa cambiare le regole del gioco -
commenta Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della Gilda - la
retroattività non può essere accettata: è in conflitto con qualsiasi principio
di civiltà giuridica».
Ma sulle graduatorie sta per abbattersi anche la pioggia di ricorsi promossi da
quasi tutte le sigle sindacali. Una via giudizaria imboccata anche dal Codacons
che ieri ha annunciato di voler impugnare davanti al Tar la legge 143.
L.ILL.
25 giugno 2004
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