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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Scuola. I sindacati confederali
hanno fissato per il 15 novembre la giornata di mobilitazione generale contro i
tagli promossi dal governo In sciopero tutti gli "Insegnanti sfruttati dallo
Stato" Tra le richieste, formulate da Francesco Bortolotto, segretario regionale della Gilda, «la valorizzazione della qualità del sistema di istruzione e rispetto del dettato costituzionale, attraverso il potenziamento delle risorse destinate alla scuola, in alternativa alle politiche dei tagli a risorse ed organici portata avanti dal governo. Il tutto al fine di stabilire condizioni ottimali di insegnamento e di apprendimento». La lista "nera" prosegue con «l’emanazione di un piano di assunzioni del personale precario su tutti i posti disponibili, la regolarità degli stipendi, anche nei mesi estivi, e l’adeguamento agli anni di servizio». Concetti ribaditi anche da Achille Variati, capogruppo della Margherita in Consiglio regionale, presente alla protesta degli insegnanti e intenzionato ad incontrare una delegazione della Gilda «per esaminare - ha detto - la possibilità di sostenere la richiesta di un referendum abrogativo della riforma Moratti che potrebbe avvenire con l’adesione di cinque consigli regionali». Acque agitate, dunque, anche perché il progressivo abbassamento qualitativo dei processi di apprendimento, oltre che di insegnamento, non appare più un rischio remoto, anche alla luce della situazione in cui versano i docenti precari. Che in questi giorni circolano muniti di uno stemma, simile a quello della Repubblica, con scritto "Insegnante sfruttato dallo Stato". Un "distintivo" che gli stessi precari invitano ad attaccare ai vestiti o alla borsa ed esibire ai collegi docenti, alle riunioni e durante il ricevimento dei genitori. Perché, dicono, «tutti devono sapere che siamo senza stipendio da quattro mesi». 29 ottobre 2004
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