Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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Milano, 03/03/2004
Ballarò, che delusione!

di Daniela Lippera


Due righe per esprimere la mia indignazione per la deludente,soporifera,inconcludente e deviante puntata di Ballarò dedicata alla scuola: pubblico lì per caso e per lo più promoratti, una Melandri del tutto inconsapevole di cosa sia la scuola e più volte in visibile difficoltà, il Ministro che tra cifre e non è vero ha potuto a tutti spiegare che la sua riforma è per la qualità e per le pari opportunità, e nessuno che ne sapesse davvero qualcosa. Anch'io sono saltata letteralmente dalla poltrona quando ho sentito parlare di attività "ricreative", ricreative a scuola?, ma quando mai!Le attività laboratoriali, se a quelle il ministro si riferiva, sono educative,formative e orientative, e inoltre non esclusivamente tenute il pomeriggio. Nessun insegnante è stato invitato e,anche il pur bravo Galimberti o la Dandini (anche se è intelligente e simpatica, perchè e a che titolo è stata invitata?) più di tanto oggettivamente non hanno potuto entrare nel merito. Conclusione: non c'è nessuna vera volontà di toccare la riforma. Se ne può parlare,si può discutere di alti principi,ma non si può nè si vuole toccarla.

 




Napoli, 03/03/2004
Vogliamo un'altra occasione

di CB


Abbiamo lavorato cinque mesi perché si aprisse uno spazio pubblico di dibattito.. e siamo stati presi in giro, non solo dal Ministro, che ad ogni risposta circostanziata evitava di rispondere, ma anche dalla trasmissione che si è rifiutata di avere, nonostante precise richieste e numeri di telefono, un solo portavoce dei milioni che stanno in piazza. E il servizio peggiore ce l'ha fatto una onorevole che invece di prepararsi su un argomento così difficile o meglio lasciare il passo a chi ne sa più di lei ha risposto come un pugile suonato e non è riuscita a mettere all'angolo un avversario facile. Ebbene, alle prossime elezioni dovremo votare gente di teatro e filosofi, per essere sicuri di avere qualcuno che sa di cosa parla.
Adesso i DS devono prendere le redini di una situazione che non hanno controllato e risarcire chi, come noi, è stato pesantemente insultato dal loro atteggiamento MENEFREGHISTA di fronte alla gravità della situazione.
Come, è affar loro.
Scriviamo a tutti i giornali, a tutte le sedi Rai, a Ballaro', perché esista un'altra occasione pubblica e vera. Noi abbiamo cominciato a farlo, ma ci vogliono migliaia di lettere.
Siamo d'accordo sul presidio sotto la sede RAI; dateci un via e partiamo ad oltranza. Purtroppo a volte ad essere civili ci si rimette soltanto.


 




Trieste, 03/03/2004
Dimissioniamo anche la Melandri

di Fulvio Bozzetta


Il vero scandalo non è stata la Moratti che ha fatto il suo mestiere di confondere la realtà. Il vero scandalo è stata la Melandri (e in subordine la Culturani).
Non si tratta solo di un penoso caso di incompetenza. Si tratta di una dimostrazione gravissima di oscuramento dei meccanismi profondi della riforma che risultano nei fatti sostanzialmente condivisi.
Non seguo appassionatamente gli affari interni dei DS, ma credo che la Melandri, responsabile (?) della scuola di quel partito, sia una dalemiana.
Ricordate cosa ha detto baffetto sulla riforma: “… una riforma della scuola non si può cambiare ogni cinque anni …”
La riforma è metabolizzata. Qualche energia verrà spesa per ottenere qualche modifica di superficie.
Avete colto il duetto con la Moratti a proposito delle riforme, con la Moratti che ha preso tutto quello che c’era di buono nelle riforme del precedente governo e la Melandri a osannare la riforma Berlinguer.
La riforma Berlinguer non aveva la stessa distruttività di quella attuale ma partiva dagli stessi presupposti.
Brava è stata la Moratti a citare la commissione europea perché in tal modo tappava la bocca ai finti oppositori, ancora e nonostante tutto, malati di neoliberismo.
Le linee lungo le quali da anni si cerca di trasformare l’istruzione pubblica in Europa sono quelle tracciate dall’ERT, lobby di grandi industriali europei, che sono state recepite dalla Commissione Europea e trasmesse agli stati membri.
Detto in soldoni si tratta di modificare l’istruzione e la formazione in funzione delle esigenze delle imprese, da un lato introducendo una forte offerta privata dall’altro rendendo più funzionali i curricoli e modificando la morfologia stessa del futuro cittadino europeo, che dovrà essere felicemente flessibile, poco critico e tifoso dei destini dell’impresa.
Non sto parlando della formazione professionale e dei licei. Sto parlando dei bambini e dei ragazzi.
Questo e non altro è la personalizzazione dei percorsi. Riporto, a proposito, solo una frase tratta dalle indicazioni nazionali per la scuola media che accompagnano il decreto: “Questi approfondimenti possono cambiare nell’arco del triennio e quindi consentire, alla conclusione del triennio medesimo, una scelta degli indirizzi formativi del secondo ciclo non soltanto responsabile, ma già, per certi aspetti, collaudata”.
Bisogna saper leggere tra le righe per cogliere i significati veri delle riforme. Qui gli estensori, attenti in genere al bla bla sulla persona umana, si sono traditi.
Il senso della frase è evidente: tutta l’organizzazione scolastica viene piegata a quello che è l’unico obiettivo di formare precocemente il futuro lavoratore.
Su questi temi né la Melandri né la Culturani avrebbero avuto molto da dire.

Morale della favola.
Contare sulle proprie forze.
Capire e spiegare i meccanismi nascosti della riforma.
Non rinunciare ma non contare troppo sull’appoggio delle forze politiche, che c’è nella misura in cui il movimento è forte.
Interrogarci, assieme ai genitori, sulla scuola che vogliamo. La ricchezza e la forza di questo movimento sta nel fatto che, per la prima volta in modo cosi diffuso, genitori ed insegnanti discutono e si confrontano sui grandi temi dell’educazione, che poi sono quelli del futuro di una società. La riforma della scuola dovremo riuscire a pensarla noi.

 




Milano, 03/03/2004
Magari Ballarò una seconda volta...

di Fabio


egregio sig. Floris, spettabile redazione Ballarò..


Mi permetta solo una serie di semplici considerazioni ...
ma perchè nessun insegnate presente, perchè neppure una rappresentanza di Retescuole, perchè non è stata fatta alcuna chiarezza in ambiti delicati e specifici : si è solo discusso per linee generali della riforma...nulla sulla riduzione d'orario nelle scuole materne, nulla sull'opportunità del portfolio, nulla o quasi sul maestro prevalente, nulla sulla riduzione di orario nella scuola media, nulla sul fatto che i programmi ed i conti si riferiscano soltanto all'anno scolastico 2004-2005...e dopo ?
Perchè ?
Perchè non un' altra trasmissione con lo stesso tema ?

Cordialmente
Fabio