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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Il provveditorato scrive ai docenti: "Non potete più
insegnare, vi abbiamo dato 30 punti di troppo". Tutto da rifare per i precari
Ssis cattedre tolte dopo ricorso al Tar Ecco i fatti: tre precari, abilitati nella Ssis Campania in "educazione musicale" per scuole medie e superiori, dispongono di un certificato nel quale è chiaro che il bonus di trenta punti (quello delle infinite guerre tra sissini e precari storici) è valido in una sola delle classi di concorso. Lo stesso certificato rilasciato dalla Ssis Puglia è altrettanto chiaro: i 30 punti sono da attribuire sia all'abilitazione per l'insegnamento dell'educazione musicale nella scuola media (nota in codice come A032), sia a quella della stessa materia per le superiori (A031) perché appartenenti allo stesso ambito disciplinare. I tre docenti abilitati in Campania si iscrivono nelle graduatorie del Csa (l'ex provveditorato) di Bari e si trovano in una posizione diversa per ben trenta punti dai colleghi pugliesi. Ricorrono al Tar ed hanno ragione: il Tribunale amministrativo della Puglia, sezione di Lecce, riconosce illegittima l'attribuzione di «punti 30 per la classe A032 e di ulteriori punti 30 per la classe A031 in favore dei candidati specializzati presso la Ssis Puglia». Il risultato è arrivato nelle case dei precari di Bari ieri con un telegramma di Fabio Scrimitore, ai vertici dell'ex provveditorato: «Il dirigente del Csa, vista la sentenza del Tar Puglia, dispone la rettifica del punteggio e della posizione occupata nelle graduatorie provinciali permanenti definitive del personale docente, valide per l'anno scolastico 2003-2004 degli aspiranti». Segue l'elenco dei "condannati" alla decurtazione di 30 punti per gli elenchi delle scuole superiori. Si tratta di sissini abilitati in tutti e tre i cicli della Scuola di specializzazione, che proprio in questi giorni, dopo la correzione delle graduatorie della provincia di Bari sbagliate dal ministero, stavano cominciando a lavorare con qualche supplenza, preziosissima non tanto dal punto di vista economico quanto da quello del punteggio. I malcapitati però promettono battaglia e si rivolgono all'Anief (Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione) per il contro-ricorso. Il presidente regionale Pasquale Zampetti è convinto sul da farsi: «Ricorreremo al Consiglio di Stato, con questa sentenza il Tar Puglia contesta l'operato dell'università che ha istituito l'ambito disciplinare e organizzato dei corsi tali da abilitare i docenti sia per le medie che per le superiori, con la conseguente attribuzione di 30 punti per ciascuna delle classi di concorso». Ad accrescere la gravità del caso è la considerazione che anche le abilitazioni per le materie letterarie, le lingue, le scienze, seguono lo stesso schema: esiste un ambito disciplinare, quindi l'abilitazione a medie e superiori e di conseguenza 30 punti per l'una e per l'altra. Al tutto si aggiunge la beffa: questa sentenza è valida solo per gli iscritti alle graduatorie baresi mentre gli abilitati della Ssis Puglia che hanno fatto domanda nelle altre quattro province restano col punteggio invariato. Lo stesso vale per i colleghi inseriti nelle graduatorie dei Csa di Brescia, Varese o Roma, per citarne solo alcuni, che tuttavia hanno fatto domanda in trenta scuola della provincia di Bari. Insomma un caos generato dal sistema folle di criteri diversi a seconda delle province. Zampetti spiega: «La situazione è eterogenea, per classi di concorso, in uno stesso Csa e, a livello nazionale, fra tutti gli ex provveditorati. La sentenza del Consiglio di Stato, quale che sia, avrà il vantaggio di stabilire un unico criterio». La miccia è divampata e siamo solo all'inizio, ma una precaria disperata dopo la revoca della supplenza, non fa che ripetere: «È un calvario». 1 novembre 2003 |