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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Questa può essere la 'scuola della personalizzazione'? Tutor, laboratori, portfolio, piani
personalizzati: sono alcuni degli aspetti didattici, metodologici e
organizzativi pensati proprio per questa nuova finalità della riforma. Prendiamo in esame uno degli elementi che ne condizionano l’attuazione: la classe, intesa come luogo in cui si dovrebbe realizzare prevalentemente il processo formativo dei ragazzi, dove la personalizzazione passa anche dalle condizioni operative, dalla fattibilità che, nel nostro caso, è rappresentata dal numero di alunni (ognuno diverso e ognuno con diritto ad un suo personale percorso formativo) e coi quali l’insegnante, da solo, si trova per un certo numero di ore ad operare. Nelle classi italiane, in molti casi
e soprattutto nei grossi centri urbani, è facile trovare 25 e più alunni (punte
di 28-30 nelle prime superiori non sono infrequenti). Ma, per arrivare a queste medie, moltissime classi fanno il pieno di alunni. Da anni (si cominciò negli anni ’90) la cosiddetta razionalizzazione della rete scolastica tende ad abbassare il numero delle classi (e, conseguentemente, le spese per docenti), ma, ad invarianza (o aumento) di popolazione scolastica, questo determina aumento di alunni per classe. Insomma la
riduzione del numero di alunni per classi, necessaria per la personalizzazione,
mal si concilia con l’esigenza di non incidere sulla spesa. A meno di non
toccare l’orario degli insegnanti... |