Gilda degli Insegnanti

di Napoli

 

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CARO MINISTRO
di docenti scuola elementare di Limbiate

 

Caro Ministro,

abbiamo ricevuto l'agenda che sottolinea i contenuti della legge 53, e La ringraziamo.

Nei mesi scorsi le abbiamo inviato, insieme ai genitori delle scuole di Limbiate, (800 adesioni) un appello argomentato per il ritiro della legge delega, aderendo alla petizione della Rete delle scuole a tempo pieno di Milano e provincia.

Le abbiamo inviato come Collegio Docenti le nostre perplessità rispetto alla nuova scuola che la sua riforma configura, che non riteniamo debbano essere ribadite in questa lettera aperta perchè crediamo sia al corrente e pienamente consapevole.

L'unico segno di attenzione alle nostre richieste è l'arrivo di questa agenda che abbiamo però ritenuto di restituire dopo alcune riflessioni comuni.

Quando la "P" di pubblico fu tolta dalla sigla del Ministero dell'allora pubblica istruzione, insieme a molti altri, ci preoccupammo temendo che alla scomparsa della lettera "P" avrebbe fatto seguito la scomparsa anche dell'attenzione alla scuola pubblica, che ci sta molto a cuore come lavoratori e cittadini.
Cosa che poi si è puntualmente verificata.

Ma mai avremmo pensato che la "P" detronizzata sarebbe stata sostituita poi dalla "p" della parola Propaganda, azione per la quale il suo Ministero ha stanziato milioni di euro (13 o 5 a seconda delle fonti, comunque un'enormità!).

Dopo l'edulcorato spot primaverile passato su diversi canali televisivi, oggi non si può andare in edicola senza incappare in opuscoli ufficiali e non, allegati ai giornali, che ci erudiscono sulla bontà della Sua riforma che, per la verità, tanto buona non deve essere, se ha bisogno di tanta pubblicità per imporsi.

Abbiamo trovato nel settimanale "Donna moderna" (edizioni Mondadori) un opuscolo apocrifo dal titolo " Guida alla scuola che cambia". Poi è stata la volta di un depliant, ufficiale, dal titolo "La scuola cresce con me", diffuso da Repubblica, poi una sorta di dizionarietto diffuso con il quotidiano "La Stampa" che si intitola " Le parole di una scuola che cresce" per arrivare al numero di Topolino in edicola il 23 ottobre che contiene un libretto di 27 pagine intitolato "Qui, Quo, Qua, viaggio alla scoperta della nuova scuola".

Per contro, per avere visione dei testi e dei decreti attuativi, abbiamo dovuto spesso avvalerci di fotocopie e di ricerche in internet, perchè è nostro diritto e dovere essere informati e di essere protagonisti di cambiamenti che ci coinvolgono in prima persona.

Nonostante il tentativo di tenere il corpo docente della scuola pubblica in condizione di soggezione culturale e professionale senza dargli modo di esprimersi sui processi di riforma ci siamo informati e abbiamo già provveduto nei mesi scorsi con i genitori.

A fronte di tale sforzo pubblicitario l'anno scolastico è iniziato con classi senza titolari, con supplenti temporanei al posto di insegnanti di sostegno, personale ATA in numero risicato, fondi per progetti inesorabilmente tagliati, faccine smarrite di bambini di 5 anni nelle classi di prima perchè, come al supermarket, se all'utente è più funzionale un prodotto io te lo do, a prescindere da qualsiasi ragione pedagogica.

La millantata novità dell'introduzione dell'inglese e dell'informatica nelle classi prime era già storia nelle nostre scuole perchè l'autonomia degli istituti viene prima di questa riforma.

Per questo le restituiamo questa agenda, e le assicuriamo comunque che siamo molto informati e che seguiremo l'iter delle leggi delega con molta attenzione.

7 novembre 2003