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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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SCUOLA - Molti i problemi sul tappeto La protesta si fa, dunque, ma solo in biblioteca e nell'aula professori, in quanto è proprio qui, tra libri, manuali, registri che gli insegnanti, una volta concluse le lezioni del mattino, invece di tornarsene a casa, hanno deciso di ritirarsi fino a sera inoltrata impegnati nella correzione di compiti ed elaborati e nella preparazione didattica. Lavoro intenso interrotto solo da una cena frugale e da eventuali incontri con delegazioni di studenti, rappresentanti di genitori, e mass media. La decisione di dilatare il "tempo scuola" in una specie di sciopero
all'incontrario la dice lunga sul disagio che serpeggia tra i docenti alla
vigilia delle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e sulle
tensioni che continuano ad agitare il mondo della scuola. "L'occupazione
simbolica di alcuni istituti - spiega Lino Giove della Gilda provinciale
(sigla sindacale che ha lanciato questa singolare catena di Sant'Antonio
dell'istruzione in alcuni istituti italiani) - è il proseguimento di altre
iniziative analoghe cominciate l'altro anno a Torino e riprese qualche settimana
fa a Treviso per difendere la qualità della scuola e mettere in evidenza alcuni
gravi problemi che dovrebbero interessare l'opinione pubblica e i genitori. Nel
caso del liceo Fermi - spiega - i docenti hanno scelto diversi temi sui quali
incentrare la protesta: le 18 ore settimanali, che mina seriamente la continuità
didattica, gli esami di maturità con sola commissione interna, che elimina ogni
controllo esterno, l'orario di lavoro effettivamente svolto dagli insegnanti".
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