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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Gli insegnanti lo chiamano "lavoro sommerso"
L'indagine, coordinata da Renata Mosca della scuola media Davila di Piove di Sacco, ha messo in evidenza un lavoro "extra" da manuale: 830 ore annue nei licei, 580 negli istituti tecnici, 500 nelle scuole medie, 410 nelle elementari, 260 nelle materne. Il "surplus" è particolarmente forte, in ogni tipo di scuola, nella preparazione delle lezioni e nella stesura dei compiti scritti, con "punte" nei licei e negli istituti tecnici. "La mole di lavoro dei docenti è in linea con quella dei colleghi europei con una sostanziale differenza: i nostri stipendi - osserva Mosca - sono superiori solamente a quelli di Grecia e Portogallo". I dati della singolare ricerca sono stati resi noti ieri al liceo scientifico Fermi dove gli insegnanti della Gilda hanno organizzato quello che il coordinatore Lino Giove definisce uno "sciopero alla rovescia": un'occupazione sui generis perchè promossa da una settantina di docenti, senza intaccare il normale orario delle lezioni, essendosi svolta dal primo pomeriggio fino a tarda sera. I professori hanno trascorso il tempo correggendo i compiti ("attività generalmente viene svolta a casa - ha sottolineato Giove - nel tempo libero") e spiegando i motivi della contestazione che i rappresentanti di Gilda si augurano si diffonda in altri istituti della città, tipo catena di Sant'Antonio. "Protestiamo - spiega Giove, attorniato da una moltitudine di colleghi, mentre alle pareti sono appesi alcuni manifesti - per la questione delle 18 ore settimanali che mina seriamente la continuità didattica, gli esami di maturità con sola commissione interna, che eliminano ogni controllo esterno e peggiorano il livello di formazione degli studenti, l'orario di lavoro effettivamente svolto dagli insegnanti". "Lo sciopero al contrario" è continuato fino a mezzanotte, allietato da vino e torta di zucca. Riprenderà oggi, dopo il consueto orario di lezione. Federica Cappellato
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