False certificazioni: indagine nei CSA su richiesta
della Gilda
I CSA dovranno effettuare indagini sulle corretta compilazione delle graduatorie
permanenti per accertare la veridicità delle dichiarazioni rese dagli aspiranti
in occasione della presentazione delle domande di inclusione o aggiornamento
delle graduatorie permanenti. L’impegno è stato assunto personalmente dal
ministro Moratti su precisa richiesta del sindacato Gilda.
I falsi nella scuola (diplomi, certificazioni di servizio) sono un male antico
che ha trovato nuovo vigore con il sistema delle autocertificazioni e con la
scomparsa generalizzata dei controlli.
Il sistema delle autocertificazioni consente infatti di dichiarare situazioni di
servizio o titoli di cultura inesistenti o lontani dalla realtà dei fatti.
Tuttoscuola ha dato notizia a suo tempo di una indagine compiuta dai Carabinieri
di Roma che ha consentito di accertare tra il personale ATA, nominato nella
capitale, diplomi falsi e autocertificazioni di servizi mai prestati.
Su un ristretto numero di persone indagate (provenienti da Napoli e da Caserta)
e nominate dal CSA di Roma su supplenza annua nel 2002-03, è stato accertata la
posizione di documentazione falsa a carico del 10% degli indagati.
L’incredibile è che il giudice a cui il fascicolo è stato trasmesso da almeno
sei mesi non ha ancora proceduto ad alcuna notifica nei confronti dei falsari
che sono stati tutti nuovamente riconfermati in supplenza annua con il nuovo
anno scolastico. Impuniti e premiati.
La Gilda di Napoli è convinta che molti punteggi attribuiti nelle graduatorie
permanenti (docenti e Ata) del capoluogo partenopeo siano gonfiate, e sollecita
il CSA a richiedere agli aspiranti (in odore di falsità) di produrre tutti i
certificati che giustificano il punteggio ottenuto in graduatoria.
La Gilda non esita, giustamente, a richiedere che chi ha dichiarato il falso sia
licenziato e denunciato.
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