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Contributi a chi frequenta le scuole private
90 milioni di euro a favore delle famiglie che iscrivono i
figli presso scuole paritarie.
Le risorse saranno destinate a erogare contributi alle famiglie a parziale
rimborso delle spese sostenute per il pagamento delle rette scolastiche. La
novità è contenuta in un decreto interministeriale, firmato il 2 settembre
scorso dai ministri Moratti e Tremonti, in attuazione della Finanziaria 2003. E
saranno ripartite nell’ordine di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni
2003, 2004 e 2005. Ogni famiglia che ha un figlio iscritto a una scuola
paritaria riceverà dal Ministero una lettera, con la quale verrà invitata a
presentare la domanda per ottenere il contributo. Le domande dovranno essere
presentate entro il 30 novembre per il primo anno ed entro il 30 ottobre per il
2004 e 2005. I contributi saranno erogati entro il 1 gennaio 2004 per l'anno
2003 ed entro il 31 dicembre nei due anni successivi.
La notizia ha suscitato forti reazioni da parte dei leader delle varie sigle
sindacali: «Al governo non interessa sostenere lo studio dei ragazzi» ha
commentato Enrico Panini, segretario della Cgil scuola «qualunque sia la scuola
che essi frequentano, ma aiutare la scuola privata mentre alla scuola pubblica
continua a riservare solo tagli e disinteresse. E' una inaccettabile
discriminazione che oggi fa sentire i ragazzi italiani meno uguali di ieri.».
«Non ci sono risorse per la scuola pubblica» ha commentato Massimo Di Menna,
leader della Uil scuola «quella frequentata dal 93% degli studenti italiani e si
interviene sulla scuola privata. »
«Questo provvedimento avvantaggia pochissimi, una sorta di Robin Hood al
contrario» ha detto ancora Di Menna «mentre l'esigenza dovrebbe essere quella di
sostenere i processi di qualificazione della scuola pubblica, quella frequentata
dalla quasi totalità degli studenti e garantire a tutte le famiglie la
possibilità di far frequentare ai propri figli una scuola pubblica, moderna e di
qualità.».
Duro anche il commento di Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della
Gilda degli insegnanti: «A fronte di una insensata politica di tagli e
restrizioni, come quella che si sta attuando sulla scuola statale, appare una
vergognosa provocazione il dirottamento di risorse per sostenere la scuola
privata. Si tratta di una scelta sbagliata» ha concluso Ameli «dalla quale
emerge una volontà punitiva del governo, dai chiari obiettivi elettorali, che
riteniamo di dover condannare senza mezze misure.»
4 settembre 2003
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