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Gilda degli Insegnanti di Napoli
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Assemblea di protesta che ha deciso lo stato di agitazione per la chiusura di
quattro strutture. Pronta un'azione legale Il primo passo lo aveva già fatto a fine settembre con un'altra delibera che smantellava i laboratori informatici. Nati come fiore all'occhiello dell'amministrazione, i quattro laboratori seguiti da dieci insegnanti e ospitati nelle scuole Manzolini, Saffi e Dozza e al centro sociale Pertini saranno gradualmente trasferiti «anche con frazionamento, all'interno di scuole dell'infanzia». C'è il dramma personale e c'è la chiusura di quattro servizi nella vicenda delle insegnanti comunali. A salvare i laboratori non è servito l'incontro di mercoledì scorso con l'assessore Franco Pannuti. «Non siamo solo arrabbiate, siamo deluse per il declassamento di un servizio importante per la città e per le scuole - si sfoga Delia Benvenuti - L'assessore ha parlato di ridistribuzione, giocando sui termini, ma di fatto è uno smantellamento dei laboratori. E dire che il ministro Moratti parla tanto di informatizzazione delle scuole. Questo è il risultato». Se per Pannuti si tratta di «riqualificazione», non è così per chi ha visto crescere i laboratori: docenti laureate in pedagogia e specializzate in informatica con tre anni di studi universitari. Le insegnanti, è scritto nella delibera, sono assegnate alle aule di informatica sino al 31 dicembre. «Cosa sarà di noi nessuno lo sa. Saremo forse costrette a girare nelle scuole materne. Ma già ora lavoriamo per loro». I laboratori promuovono anche corsi di formazione per docenti, progetti giovani e corsi per la Primo Levi. Secondo il piano della giunta, i 48 computer - dodici per ogni laboratorio - verranno invece distribuiti nelle materne per il progetto Lemadis-Micromondi, che prevede il coinvolgimento di un privato. A salvarsi per quest'anno, dopo la protesta della scuola, sarà solo il laboratorio alle medie Saffi, al Pilastro. SEGUE A PAGINA V 1 novembre 2003 |