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Un braccio di ferro sempre più estenuante sul
"decretino". E la scuola aspetta.
A scuola si cambia. Ma quando e come? Se lo chiedono ormai genitori e operatori
scolastici, sempre più incerti e dubbiosi sul destino che li attende a partire
dal prossimo anno scolastico. Punto di partenza sarà il fatidico "decretino" che
Camera e Senato si apprestano a vagliare compatibilmente con le esigenze del
dibattito sulla Finanziaria, ma soprattutto con una ritrovata unità di intenti
che oggi non c'è. Basta prendere in considerazione quel che risulta nel
dibattito in seno alla stessa maggioranza di governo. A una recente riunione di
direttori scolastici regionali il sottosegretario al MIUR Valentina Aprea ha
dichiarato: "Questo decreto non sarà cambiato di una virgola, ed abbiamo già
prenotato la Gazzetta Ufficiale per metà gennaio". Pochi giorni fa Beniamino
Brocca, responsabile scuola Udc parlando a un convegno del sulla scuola del suo
partito dinanzi al ministro letizia Moratti ha affermato: "Garantiamo che questo
decreto sarà modificato in sede parlamentare". Perchè alla base di queste
dichiarazioni ci sono due concezioni che camminano su due diverse strade che
allo stato attuale della cose non si sa come si possano incontrare. Resta,
dunque, l'incertezza su un futuro sempre più prossimo. I genitori intanto stanno
già ragionando sulle scelte per la scuola dei figli per il prossimo anno, e
ancora non sanno che cosa li aspetta.
6 novembre 2003
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