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Il controcanto al discorso
di Veltroni di Maurizio Berni
E' un
discorso demagogico, fatto di parole 'chiave' ricorrenti (le 'sfide', la
'società della conoscenza',...), che colpiscono l'immaginazione collettiva (i
'cento campus'...), ma privo di contatto con la realtà (scuole aperte il
pomeriggio, ma non sa quanto bisogna lottare per convincere i bidelli a turnare
senza parlare dei problemi connessi con la custodia di minori e la legge sulla
sicurezza); architetture nuove, anche la mia scuola è un'architettura 'nuova'
degli anni 70, architetto Luigi Pellegrin, socialista, 300 scuole progettate in
tutta Italia con prefabbricati da lui brevettati, padre dell'architettura 'organica':
un edificio invivibile, con pareti in cartongesso, siamo a 14 gradi di inverno,
si ribolle d'estate (e ci volevano far fare i recuperi d'agosto... ) e i ragazzi
sfondano le pareti con facilità (poi pagano, è vero, ma non è il clima giusto
per le "centrali di sapere per le comunità locali"). Molto meglio il complesso
scolastico costruito nei primi anni del novecento! Solido e dignitoso; con quel
minimo di austerità che incute un certo rispetto per chi vi lavora.
La nascita del partito democratico è un'operazione verticistica: prima il
segretario, poi il programma, solo alla fine il coinvolgimento della base, in
funzione quasi esclusivamente elettorale.
Veltroni ha fatto un bel temino, come lo farebbe qualunque studente di buon
livello con la maturità classica; ma in questo documento manca la base, la
conoscenza dei reali problemi della scuola.
Non siamo messi bene. C'è da lavorare davvero tanto.
Maurizio Berni.
18 febbraio
2008 |